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manca una settimana alla Badalucco-Montalto |
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Giovedì 04 Marzo 2010 20:53 |
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La scuderia Organizzatore Team Elite entra a far parte dell’ambito Challenge Velocità Polizie. A seguito di un contatto avuto tra le due direzioni è stato stipulato un accordo che prevede l’inserimento dell’ambito Trofeo Slalom for Passion all’interno del programma gare delle forze di Polizia.
La prima tappa si terrà la prossima settimana il 14 marzo al 1° maxi slalom Badalucco Montalto, una gara dove le adesioni sono già molto alte e dove, oltre i migliori piloti di slalom di oggi, ci saranno delle nuove new entry. Macchine strepitose, su cui viene ancora mantenuto dall'organizzazione il massimo riserbo anche se due nomi sono trapelati in queste ore. Non si tratta certo di due nomi da ridere per chi conosce il mondo delle 4 ruote in quanto parliamo della Lotus Elise e di una Honda S2000.
Grazie a questa nuova convenzione tutti gli appartenenti alle forze di polizia, infatti, avranno diritto a delle agevolazioni per partecipare al trofeo che ha rivoluzionato il mondo degli Slalom Automobilistici.
La direzione del Team Elite, sotto la persona del Presidente Andrea Molinari commenta: "Sono molto soddisfatto dell’accordo che abbiamo stipulato con l’ACN forze di polizia, i nostri rapporti con tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine sono sempre stati ottimi e la loro collaborazione sulle nostre gare è sempre stata esemplare. Ho avuto particolare piacere ad essere stato contattato da questo rinomato club e mi è sembrato doveroso trovare una buona soluzione al fine di poter venire incontro alle richieste pervenute, al fine di dare una valida agevolazione a questi piloti. Inserire il trofeo Slalom for Passion all’interno del challenge velocità polizie è una soddisfazione personale che credo premi l’impegno profuso che da anni mettiamo nell’organizzare eventi automobilistici, avere ad oggi questi piloti all’interno delle nostre gare credo che sia una prova inconfutabile che quello che facciamo sia apprezzato e lascia un buon segno. Quindi non posso che rinnovare l'invito ed attendere questi piloti alla prima tappa della Badalucco Montalto.
Ricordo solo che la strada è a dir poco spettacolare e l’impegno di Sindaci, Assessori, Provincia e Forze di Polizia è notevole al fine di organizzare tutto al meglio cercando di recare minor disagio possibile e regalando a questi paesi dell’entroterra un afflusso di piloti e pubblico altissimo". |
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LE MANS: JAGUAR TORNA DOPO OLTRE 10 ANNI |
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Giovedì 04 Marzo 2010 20:51 |
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Oltre dieci anni dopo essere stata costretta ad abbandonare la 24 Ore di Le Mans, la compagnia automobilistica britannica Jaguar, controllata dal 2008 dalla indiana Tata Motors, ha annunciato il ritorno a giugno nella prestigiosa competizione. Lo riferiscono i media a New Delhi. Vincitrice per sette volte fra il 1951 e il 1990, la Jaguar si presenterà alla partenza di Le Mans con una versione denominata RSR XKR GT2. |
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Nascar, Johnson vince a Las Vegas e Montoya litiga con compagno team |
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Giovedì 04 Marzo 2010 20:45 |
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Las Vegas, 1 mar. - (Adnkronos/Dpa) - Jimmie Johnson si e' imposto a Las Vegas nella gara automobilistica della Nascar, ed e' salito al quinto posto in classifica. Dominatore negli ultimi quattro anni, Johnson ha ottenuto il quarto successo sulla pista del Las Vegas Motor Speedway, precedendo il compagno di scuderia Jeff Gordon che ha chiuso al terzo posto dopo essere stato in testa per 218 giri sui 267 programmati. Dietro Johnson sono arrivati Kevin Harvick, Gordon ed il veterano Mark Marti'n, mentre il colombiano Juan Pablo Montoya ha chiuso al 37° posto dopo una collisione con il suo compagno di squadra che ha scatenato grandi polemiche a fine gara. "Ogni volta che siamo vicini lui vuole buttarmi fuori. Non so se e' giusto dire questo ma accade questo", ha detto un adirato Montoya nei confronti del compagno di squadra Jamie McMurray dopo il contatto al 93° giro che ha relegato i due nelle posizioni di coda. Harvick con 506 punti e' il leader della classifica a punti, seguito da Clint Bowyer (459), Mark Marti'n (457), Matt Kenseth (457), e Johnson (443). Montoya segue staccato con 248 punti al 26° posto. La quarta prova delle 26 in programma nella stagione regolare si disputera' domenica ad Atlanta. |
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Lunedì 08 Febbraio 2010 11:41 |
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Miami - Dopo la vittoria il carnevale può iniziare: "New Orleans è tornata". Tom Benson, proprietario dei New Orleans Saints, si gode il trionfo nel Super Bowl. La vittoria per 31-17 sugli Indianapolis Colts, nella finale-show di Miami, è più di una vittoria. I Saints, ex barzelletta della National Football League (non avevano mai vinto), conquistano il loro primo titolo in 43 anni di storia.
Mai una vittoria prima Per decenni avevano sbattuto contro una vera e propria maledizione, tanto da ritagliarsi il nomignolo di Aints: quelli che, per un motivo o per l’altro, a vincere davvero non ce la fanno. Ma ora, dopo cinque anni dalla catastrofe Katrina che mise in ginocchio la capitale del Jazz, i beniamini di New Orleans sono diventati loro: i Saints. Con la esse maiuscola, quella di Super Bowl.
Stesa Indianapolis I Saints ce l’hanno fatta. A Miami Drew Brees e compagni hanno steso gli Indianapolis Colts per 31-17, assestando un colpo durissimo alla figura dell’uomo da battere, quel Peyton Manning quattro volte miglior giocatore della lega, tornato a soffrire maledettamente i momenti di pressione. A conti fatti quella dei Saints è stata una vittoria sofferta ma comunque schiacciante. Perché New Orleans ha messo le mani sul Vince Lombardi Trophy dopo avere regalato ai Colts l’intero primo quarto. Poi con pazienza, un pizzico di fortuna e qualche scommessa vinta, la squadra di Sean Payton ha iniziato a dare un altro volto alla partita.
Una nuova festività I Saints ora sono avanti di sette punti e nel momento di massima pressione, a conti fatti il primo, il gigante Manning si sfalda per l’ennesima volta in carriera incappando in un pessimo intercetto che Tracy Porter trasforma in un touchdown. Settantaquattro yard di corsa per chiudere il Super Bowl e trasformare il 7 febbraio 2010 in una nuova festività sul calendario di New Orleans. E, ovviamente, nel giorno della definitiva consacrazione di Brees, eletto miglior giocatore della partita grazie ad una prestazione maiuscola.
Brees, miglior giocatore Il quarterback dei Saints, Drew Brees, ha chiuso 32 passaggi su 39 per 288 yard, vincendo il duello con Peyton Manning e contribuendo alla rimonta di New Orleans, che nel primo quarto era sotto di dieci punti. "Abbiamo solo creduto in noi stessi", ha commentato Brees, eletto anche miglior giocatore della partita. "Sapevamo di avere la spinta di un’intera città, forse di tutto il paese. Sapevamo che sarebbe accaduto. Era destino. Il martedì grasso potrebbe non finire mai". |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Marzo 2010 15:28 |
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Australian Open - A Melbourne regna sempre Serena |
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Domenica 31 Gennaio 2010 23:48 |
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La Williams batte in finale Justine Henin e vince gli Australian Open, il suo 12esimo slam. 6-4, 3-6, 6-2 è il risultato dei parziali a favore della statunitense, brava a non perdere la testa nei momenti più difficili. La belga è mancata soprattutto con il servizio ma ha mostrato grande tennis
Sembrava che anche lei potesse vivere la favola della sua connazionale Kim Clijsters che, al rientro dopo due anni di assenza, aveva subito trionfato in un torneo del Grande Slam, gli US Open. Invece, il sogno di Justine Henin s'infrange in finale contro la potenza di Serena Williams. La numero 1 del mondo, detentrice del titolo, infatti, pur non senza faticare, s'impone in tre set sulla belga, ex numero 1 del mondo. A dirla tutta non è stato un match particolarmente esaltante dal punto di vista tecnico, entrambe hanno sbagliato molto, Serena non appariva certo in gran forma, ma l'agonismo messo in campo dalle due campionesse non aveva nulla da invidiare a certi match maschili.
La Rod Laver Arena è gremita e sugli spalti il tifo è tutto per Justine. La minore delle sorelle Williams, però, non si fa intimorire e combatte su ogni punto. I primi giochi sembrano interminabili, nessuna delle due concede nulla. La Henin si procura immediatamente due palle break nel primo gioco e una nel terzo, ma Serenona è brava ad annullarle, complice anche una buona prima di servizio che, al contrario, durante il match manca a Justine. Avanti 2-1, è la statunitense che, con un gran rovescio, si procura tre palle break. Ne basta solamente una, però, alla Williams per strappare il servizio e volare sul 3-1. Partita in discesa per Serena? La risposta è no, d'altronde davanti a sè c'è la Henin, non una qualunque, ma la vincitrice di sette slama. La belga si procura due palle del controbreak, ma non riesce a concretizzarla. Poco importa perchè deve attendere poco: sul 4-2 per Serena, Justine conquista l'ennesima palla break e questa volta non sbaglia. Da 4-1, la belga rimonta 4-4 e tutti si aspettano chissà quale battaglia negli ultimi giochi del primo set. Nulla da fare, però, perchè la statunitense mantiene la battuta, si porta sul 5-4 e complice una Henin particolarmente fallosa porta a casa il primo parziale.
Sull'onda dell'entusiasmo la Williams parte alla grande nel secondo set, vincendo il primo gioco e procurandosi due palle break nel secondo. Ma è in queste occasioni che esce fuori la tempra della vera campionessa e Justine lo è. Mantiene il servizio ed è lei a brekkare l'avversaria. Ma la minore delle Williams procede immediatamente con il controbreak e il set sembra proseguire all'insegna dell'equilibrio. Il punto di svolta avviene, però, sul 3-2 per la Williams, quando Serena fallisce una succulente occasione di strappare il servizio alla belga. Con un bel rovescio lungolinea Justine mantiene il servizio, si porta in pari e inanella tre giochi consecutivi che le permettono di chiudere il secondo set.
La numero 1 del mondo sembra aver perso la testa, appare annebbiata e, sotto 1-0 concede due palle break. La prima, però, in questo caso, l'aiuta e anche molto, permettendole di evitare quello che avrebbe potuto essere il colpo del ko. Il match è altalenante come non mai e il break sull'1-1 di Serena, seguito dal successivo controbreak della belga lo dimostra. Sul 2-2, però, il match si chiude, o meglio, Justine spegne la luce. Sbaglia tanto, concludendo il match con ben 6 doppi falli, contro i soli 3 di Serena, la prima di servizio è troppo poco incisiva e la risposta sulla seconda, non certo irresistibile, della Williams non è perfetta. Conclusione? Serena chiude il terzo set 6-2 e si conferma regina degli Australian Open. Dopo aver trionfato in doppio con la sorella Venus, Serena si replica in singolare e fa doppietta come già le era capitato nel 2003 e nel 2009, vince il suo 12esimo slam e uguaglia Billy Jean King che, presente, alla premiazione, ride quando la Williams esclama: "Ho pareggiato i conti con te".
"Sono contenta, ringrazio Dio perchè poteva andare in un altro modo - aggiunge, poi, la numero 1 del mondo che non manca di congratularsi con l'avversaria -. Justine, comunque, è tornata e avrete modo di tifare ancora per lei in futuro". Si tratta di una vittoria speciale per la statunitense, un successo che ha anche un sapore speciale, forse perchè ottenuto contro la rivale di sempre, colei che per alcuni era la vera numero 1 e che se non si fosse ritirata, probabilmente, non avrebbe lasciato posto a Serena al vertice del ranking. Ora la Williams si è presa la sua rivincita e ha zittito tutti, la regina è lei, ma dovrà fare attenzione, perchè, come ha detto lei stessa, Justine è tornata. |
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