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4 ruote
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Nel futuro delle auto elettriche in Europa c’è anche la BYD |
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Scritto da Administrator
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Sabato 13 Marzo 2010 19:35 |
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Al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra BYD ha annunciato che il modello elettrico E6 e l’F3DM ibrida arriveranno anche sul mercato europeo.
La BYD, che da poco è diventata partner della Daimler per sviluppare un nuovo marchio che mira alle emissioni zero, si appresta a far uscire i suoi modelli sia negli Stati Uniti che nel Vecchio Continente.
Il 2011 sarà l’anno della verità, ed in questo modo BYD anticiperebbe tutte le grandi case automobilistiche per il lancio di vetture ad impatto zero.
La BYD E6 è un crossover a 5 posti, capace di un’autonomia di 330 km/h e di una velocità massima di 140 km/h possibile grazie al suo propulsore elettrico da 100 cavalli. Lento lo scatto 0-100, visto che l’imponente peso della E6 ha bisogno di 14 secondi per essere lanciato a 100 km/h.
Occorreranno invece solamente 10 minuti per ricaricare il 50% del motore. La BYD F3DM è una ibrida plug-in che monta un motore 1.0 endotermico.
Velocità massima di 150 km/h con scatto 0-100 in 10,5 secondi, merito dei 167 cavalli di potenza del suo motore.
I prezzi delle vetture dovrebbero beneficiare di importanti incentivi e i 30mila euro di partenza necessari per la E6 potrebbero arrivare anche a 25mila.
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Scritto da Administrator
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Venerdì 12 Febbraio 2010 15:18 |
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La Nissan ha svelato a Parigi la sua ultima scommessa, la Juke, una crossover compatta - è lunga 4 metri e 13 cm - che ha già scalzato la Micra dal suo sito produttivo in Gran Bretagna e che nei piani del gruppo franco-nipponico guidato da Carlos Ghosn avrà il compito di conquistare almeno 80 mila clienti europei ogni anno a partire dall'autunno, quando sarà in vendita. Obiettivo ambizioso, certo. Ma dopo l'ubriacatura del successo della Qashqai, alla Nissan sono convinti di aver trovato la strada giusta e da qui non si torna indietro: addio berline tradizionali, benvenute auto trasversali, poco classificabili, e - perché no - pure un po' strane.
Originalità a ogni costo. La Juke un po' strana lo è davvero, è innegabile. Faro lunghi e sottili alla sommita dei parafanghi, altri di forma del tutto diversa, rotonda, ai lati della mascherina, musetto da Suv, finestrini e lunotto da coupé, luci posteriori di forma ricercata che aggiungono linee a un corpo vettura dalla grafica sovrabbondante: sono tutti elementi che non fanno passare la Juke inosservata. Piacerà? Naturalmente i primi a chiederselo sono i dirigenti della Nissan, tanto più che il successo della Qashqai è in buona parte dovuto alla sua linea pulita e armoniosa, senza fronzoli. Ma, nella categoria della Juke, già sovraffollata di proposte, la Casa riteneva che ci volesse qualcosa di più ardito.
A due o quattro ruote motrici. Al suo arrivo nelle concessionarie, atteso per fine anno, la Juke avrà tre versioni a trazione anteriore e una a quattro ruote motrici. Le prime avranno un motore turbodiesel, lo stesso 1.5 della Qashqai - ma con quattro CV in più per 110 totali, in accoppiata a una trasmissione manuale a sei marce - e due benzina: 1.6 da 117 CV (abbinato a scelta a un cambio manuale a cinque marce o a un automatico CVT) e 1.6 Turbo e con iniezione diretta da 190 CV con il manuale a sei marce. La 4x4 avrà soltanto questo stesso 1.6 turbo a benzina, ma associato al CVT con modalità sequenziale a sei marce.
Coppia a destra o a sinistra. La Juke a quattro ruote motrici offre un'interessante particolarità tecnica: il sistema "Torque vectoring" che ripartisce la coppia non soltanto tra avantreno e retrotreno, ma anche tra la ruota di sinistra e quella di destra dell'assale posteriore, per compensare al meglio le perdite di aderenza. Le sospensioni posteriori della versione integrale sono a ruote indipendenti, modificate quindi rispetto al ponte interconnesso delle Juke a trazione anteriore. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Febbraio 2010 15:34 |
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FERMIAMO L'AUMENTO DELLE MULTE! |
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Scritto da Administrator
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Venerdì 12 Febbraio 2010 14:35 |
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Comandanti di polizia municipale licenziati perché si opponevano ai semafori-trappola, case di automobilisti pignorate e messe all'asta, coppie di pensionati rovinati da verbali ingiusti: sono innumerevoli i casi di italiani rovinati dalla multe.
Lo denunciamo sul fascicolo di febbraio di "Quattruote" (in questi giorni in edicola), pubblicando un'ampia inchiesta sul tema delle contravvenzioni ormai troppo alte e sul business della loro riscossione. Già oggi, infatti, il Codice della strada prevede sanzioni pesanti per molte infrazioni: 370 euro per il superamento da 40 a 60 km/h del limiti di velocità, da 500 a 2.000 euro per chi guida con un tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 g/l, persino 200 euro per chi sosta con il motore acceso e l'aria condizionata inserita, sono cifre che possono mettere in crisi il bilancio di moltissime famiglie. Ma più si è ricchi, più si ha la possibilità di farla franca: pagando altri 263 euro si può evitare di "denunciare" il nome del guidatore che ha commesso l'infrazione ed evitare di farsi sospendere la patente e perdere i punti.
Tutto questo va contro i principi basilari di giustizia ed equità sociale: ma il Parlamento si appresta a peggiorare le cose. La riforma del Codice attualmente in discussione prevede infatti un inasprimento delle multe e una riduzione dei punti patente-detratti: per il superamento del limite di velocità da 40 a 60 km/h, per esempio, la sanzione passerà da 370 a ben 500 euro, ma i punti "scalati" scenderanno da 10 a 6. Prova lampante di come, più che la sicurezza stradale, interessi "fare cassa", soprattutto ai Comuni che mettono a bilancio proventi delle multe astronomici e in crescita costante.
"Quattroruote" chiederà al Parlamento di cambiare rotta e non approvare queste modifiche: per questo ha organizzato una raccolta di firme che porterà poi nelle sedi politiche competenti. Una battaglia per una "civiltà delle multe" che permetta di evitare eccessi come quello di Lerici, dove Roberto Franzini, comandante "modello" della polizia municipale, è stato licenziato dal sindaco dopo che si era opposto all'uso "disinvolto" di autovelox, rilevatori d'infrazioni semaforiche e telecamere di controllo della zona a traffico limitato da parte di una società privata. |
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