Intervista ad Erjeta Kici

L’intervista è ad Erjeta Kici,una giovane scrittrice di Kavaja.{Al.}
D. Ci parli un po’ di lei,come si definisce?
R. - Su di me non c'è molto da dire. Sono nata a Kavaja il 8.04.1978. Vivo in Italia da 11 anni .Sono orgogliosa delle mie origini , nonostante che mi senta straniera ovunque. Ho appena finito il terzo romanzo e sto scrivendo un'altro ancora,mentre i primi sono stati scritti in albanese ,quest’ultimo lo sto scrivendo per la prima volta in italiano . Ma penso che per finirlo , ci vorrà un po’ di tempo.
D. - Come lei ci ha detto,sappiamo che ha appena finito il suo terzo romanzo"Una vita alla ricerca",con il quale ha un legame particolare per l’affetto che lo lega al personaggio principale ,suo zio appunto. Oltre alla testimonianza della sua vita,possiamo anche ipotizzare che in qualche modo la speranza di ritrovare suo zio è rimasta sempre accesa?
R. - La speranza è l'ultima a morire . Dio solo sa , quanto vorrei che non si spegnesse mai.
D. –Lei è una scrittrice riconosciuta anche dalla lega degli scrittori "Kostandin Kristoforidhi con sede in Elbasan,ma quando ha iniziato a scrivere e quale importanza ha la scrittura nella sua vita?
R. -Ho iniziato a scrivere quando ero molto giovane. All'età di undici anni. Mi piaceva comporre le canzoni e mi divertivo a suonare i miei testi in pianoforte. Da li ho cominciato a scrivere le prime poesie e poi racconti facendo diventare cosi la scrittura parte della la mia vita. Senza , non saprei vivere!Quando scrivo mi rilasso. A volte vivo nei miei romanzi. Mi immedesimo in ogni personaggio che creo. Ma poi la vita è diversa, non è sempre rose e fiori e la mia vita è cambiata in meglio.
D. - Tanti scrittori e non, sostengono che leggere ha molta importanza per chi scrive,quant’è importante la lettura per lei o pensa che siano due cose distinte e in qualche modo lo stile può essere influenzato da altre letture?
R. - Io personalmente leggo poco , per non dire non leggo mai. Mi piace leggere i libri di storia , ma non romanzi. Quando mi impegno a leggere un romanzo , non lo so perché , ma non mi va più di tanto e quindi per me sono due cose completamente distinte.
D. - Passiamo ad una domanda un po’ personale
In un’altra intervista lei ha dichiarato che avrebbe voluto fermarsi a casa,nel suo paese d’origine,dopo il suo ultimo ritorno a Luglio,come mai ha cambiato idea ed è ritornata in Italia?
R.- A volte cerchiamo di capire cosa vogliamo veramente. Io forse sapevo quello che volevo , ma ho cambiato idea , perché la rabbia non mi ha lasciato spazio per riflettere. La rabbia è dovuta al fatto che a volte sai che stai facendo la scelta giusta , ma alla fine non puoi realizzarla.
D.-Erjeta scrittrice è una donna molto riservata e custodisce gelosamente la sua vita privata,ma l' Erjeta adolescente com'era?Qual'era il suo idolo e quale poster sfoggiava nella parete della sua stanza?
R.- Avevo un poster nel armadio della mia camera è vero. Era il mio calciatore preferito. Quando lui ha finito di giocare,io ho smesso di guardare il calcio. Però si. Tenevo un poster nel mio armadio della mia cammera quando studiavo.
D.- Dopo tutte queste domande,sicuramente vorrebbe avvalersi del silenzio stampa ma ne ho un'altra ancora,l’ultima. Qual’è il suo sogno nel cassetto?
R.- Quello di tutte le donne. Avere una famiglia e dei figli. Questo è il mio sogno !
Auguri allora Erjeta sia nella sua vita professionale anche in quella privata.
Ultimo aggiornamento (Sabato 06 Febbraio 2010 23:48)


